Dove son nato non lo so

Storie di vite vere quelle raccontate dallo scrittore Giuseppe Laino
nel libro “Dove son nato non lo so”.

 

FERNO (Va), 1 aprile 2011 –

redazione@varese7press.it

Prende il titolo da una citazione di Cesare Pavese in “La luna e i falò” l’ultimo libro del docente fernese Giuseppe Laino, “Dove son nato non lo so” (Macchione Editore), uscito pochi giorni fa e che, partendo da un’indagine che prende il via da un cadavere, un biglietto e un nome, diventa occasione per ripercorrere spaccati di storia lombarda tra la prima industrializzazione e le speculazioni edilizie degli Anni ’90. E tra l’attività imprenditoriale dei cotonieri, la ruota degli esposti, il diario di un sacerdote trascinato nell’inferno di un gerarca fascista, l’eroismo di un giovane partigiano, il canto di un romeno sull’impalcatura del cantiere dove lavora, si snoda la ricerca delle radici, attraverso vecchi e nuovi arrivismi e vecchie e nuove povertà.

Il libro sarà presentato domenica 10 aprile alle 16 nella sede del Parco del Ticino a Tornavento, in anteprima assoluta, su organizzazione del comitato Viva Via Gaggio di Lonate Pozzolo, realtà molto attiva nella volontà di salvaguardare la zona a sud dell’aeroporto di Malpensa, dove c’è appunto la via Gaggio, e che rappresenta una rete ecologica importante per il Parco stesso, ma su cui incombe la minaccia della terza pista aeroportuale. La presentazione del romanzo, alla presenza dell’autore stesso e di Roberto Morandi di Varesenews che ne ha scritto la prefazione, sarà preceduta alle 15 (con ritrovo alla sede del Parco del Ticino di Tornavento alle 14.45) da una visita guidata in Brughiera e si concluderà con una degustazione di prodotti tipici.

Inoltre il libro di Giuseppe Laino, sempre alla presenza dell’autore, della editor Chiara Zangarini e dell’editore del volume Pietro Macchione, sarà presentato anche venerdì 15 aprile alle 18 alla libreria Feltrinelli in corso Moro a Varese.

 

                                                              Sara Magnoli

 

         

Dove son nato non lo so

 

Quotidiano

La provincia di Varese

Domenica 10 aprile 2011

 

FERNO –

 

Riecheggiano Pavese, e non solo nel titolo, e Manzoni, e non solo per l’esplicito riferimento alla Storia della colonna infame nel primo romanzo del fernese Giuseppe Laino, Dove son nato non lo so (Pietro Macchione Editore), che sarà presentato domenica 10 aprile alle 16 nella sede del Parco del Ticino a Tornavento, in collaborazione con il comitato Viva Via Gaggio di Lonate Pozzolo, e venerdì 15 alle 18 alla libreria Feltrinelli in corso Moro a Varese.

Un romanzo che nelle intenzione dell’autore (che ha già al suo attivo la pubblicazione, due anni fa, di un saggio per Edizioni Clandestine di Marina di Massa, Luoghi e modi del comune. Per una critica della democrazia verso un futuro consapevole) è il primo di una trilogia tra passato, presente e futuro, il cui secondo “capitolo” è già anche stato concluso e il terzo è in fase di realizzazione.

“L’idea del libro – spiega Giuseppe Laino – nasce dalla ricerca delle radici, dal cercare di capire perché siamo così e perché succedono certe cose. E nella ricerca ti accorgi che l’identità è sempre contaminata, che ci sono fili che si intrecciano tra passato, presente e futuro, luoghi geografici che si incontrano, convergenze di situazioni ed esperienze diverse che alla fine si concentrano in un unico luogo. Una vicenda, una vita nascono e muoiono in un posto, ma quello che ti “fa” sono i luoghi che attraversi”.

Un continuo mescolarsi delle carte, insomma, in questo bel romanzo che percorre le strade passate e presenti dal Veneto alla Lombardia fino alla Romania, in una connessione delle identità che si ha soprattutto quando si parla delle località in cui si trovano riferimenti reali, descrizioni meticolose, e ambientazioni che citano anche Ferno, Lonate Pozzolo, Somma Lombardo,… pur focalizzandosi sull’inventato paese di Brughiera Seprio. “Le ambientazioni sono vere – aggiunge Laino – le storie lo sono in parte, alcune con qualche mia aggiunta inventata, ma molti personaggi sono realmente esistiti”.

Il romanzo parte come un giallo. “Per me la letteratura moderna ha qualcosa di fascinoso quando crea qualcosa che “prende” il lettore – spiega l’autore – e credo che il noir dia questo senso di modernità. Non se si ferma al puro giallo, cosa che ha poco senso, ma se viene usato per toccare altri generi, per variare i linguaggi”. E proprio sui linguaggi di Dove son nato non lo so c’è qualcosa di interessante da sottolineare: l’evoluzione dei vari stili a seconda di quanto si sta raccontando. Semplice, veloce quando le azioni narrate si svolgono nella contemporaneità, lento, quasi opprimente quando si snoda nella tragica storia del vecchio prete ricattato dal gerarca fascista, tra scientismo, positivismo e anche romanzo d’appendice quando descrive una storia di fine Ottocento, poetico quando i protagonisti sono il partigiano e il giovanissimo immigrato romeno.

Un romanzo da non perdere, anche per capire, come dice Giuseppe Laino, che “noi non siamo separati dagli altri, siamo qualcosa perché siamo in relazioni con gli altri”. La presentazione del 10 a Tornavento sarà preceduta alle 15 da una visita alla brughiera.

                                                              Sara Magnoli

    

    

    

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