Dentro casa e appena fuori

 

Caro Giuseppe, aspettando la prossima presentazione pubblica del libro, mi sono portato avanti e l’ho letto per intero. Ne sono rimasto piacevolmente sorpreso e vorrei lasciarti alcuni spunti.

Partendo dalle critiche costruttive, ho trovato spesso il linguaggio dei dialoghi troppo “alto”, quasi più adeguato ad una prosa che ad un discorso diretto. Questo aspetto l’ho ritrovato anche nelle prime fiabe, quelle raccontate a voce: il lessico utilizzato, così come la costruzione delle frasi, mi risultano difficili da immaginare in un dialogo o in un racconto inventato sul momento.
Ho trovato anche un po’ pesante leggere le sezioni in cui, attraverso i personaggi, veicolavi alcune tue personali idee (o almeno penso lo siano), ad esempio nel cap. 1. Mi rendo conto tuttavia di come non sia per nulla facile tentare di esprimere delle idee in un romanzo.
Venendo invece agli aspetti che più mi hanno positivamente colpito o affascinato, vorrei sicuramente partire dalle ricette vegane: un modo intelligente per fare cultura su un argomento troppo spesso dimenticato o ridotto a fenomeno “da fricchettoni” nella cultura carnivora dominante oggigiorno.

Ho apprezzato molto anche l’approfondimento sul Corano a pp. 131 e seguenti: ben fatto, ben documentato.
E come non cogliere profondi riferimenti autobiografici nella storia lavorativa di Vittorino Nerviani!
Per concludere, la mia menzione d’onore va al povero Gaspare: capace, nonostante mille difficoltà, di vincere i propri pregiudizi ed accettare fino in fondo il “diverso” nella vita quotidiana.

                                                                        Roberto

 24 novembre 2012

     

  

 

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