Pasquale Schettini

 

Trecchina

Nel presente e nel passato – 1936

  

       Mettendo a disposizione questo splendido testo spero, innanzi tutto, di fare cosa gradita ai trecchinesi sparsi per il mondo, nonché ai residenti il nostro bel paese. Ma anche a tutti coloro che amano la cultura dei luoghi quando questa è riconosciuta come frutto del libero sovrapporsi e intrecciarsi di intelligenze prodotte dal lungo corso della storia in ogni dove.

       I miei avi paterni provengono da Laino Castello, in provincia di Cosenza e quelli materni da Cava dei Tirreni e da Siano, in provincia di Salerno. Sulla strada fra questi paesi è sito Trecchina, in provincia di Potenza, il luogo ove io e i miei genitori siamo nati. Fin da bambino vivo in Lombardia.

Forse è anche per questo motivo, legato dunque alle mie personalissime vicende, che ho da sempre concepito la località – qualsiasi località – come un intreccio di territorio e comunità tanto più ricco e capace di affrontare il futuro, quanto più consapevolmente intriso di molteplici, ramificate e complesse relazioni.

Scoprire poi, e dalle ricerche sul campo di un filologo e glottologo tedesco –Gerhard Rohlfs, Berlino, 14 luglio 1892 – Tubinga, 12 settembre 1986 – che il mio paese natale fu popolato e forgiato da una numerosa colonia proveniente, tra l’XI e il XIII secolo, dal Piemonte, in particolare dal Monferrato, conferma ancor di più le mie convinzioni. Ed è, per questo verso, ulteriormente suggestivo scoprire il gran numero di immigrati trecchinesi sparsi per il mondo. (In Brasile esiste una città – Jequiè – che si è accresciuta, anche grazie all’essenziale contributo di una nutrita comunità di trecchinesi che lì giunse, dal Portogallo, nella seconda metà dell’’800.)

       In un’epoca in cui si è fatto scempio della cultura blaterando di padania e campanili, di popoli padani e cultura celtica, di ampolle sacre e varie altre dabbenaggini su cui si è tentato per anni di costruire fantasiose pseudo identità e federalismi raffazzonati; in cui lo straniero, in specie se povero, è nemico; in cui l’essere immigrato è per legge reato; non è poco conto riscoprire che il valore e la ricchezza della realtà risiede sempre in una contaminazione, in un vero e proprio contagio.

       Questo volume fu scritto nel 1936 e pubblicato nel 1947, da uno storico locale di pregio. L’autore, Pasquale Schettini, dimostrando appieno il suo valore dice: “Storia di un comune non significa la semplice e nuda narrazione degli avvenimenti in esso succedutisi, ma anche il complesso di altre attività specifiche, come, ad esempio, la produzione letteraria, quella economica, le correnti migratorie, l’istruzione, il patriottismo locale ed infine l’amenità dei luoghi, il carattere degli abitanti ecc., di modo che, del comune istesso si possa avere la più ampia conoscenza e se ne possa, quindi, avere il concetto più appropriato ed esatto”.

       Mia madre, da me sollecitata, ha avuto una copia del libro scritto dal suo anziano maestro delle elementari morto da tempo, da una sorella di lui, signora Amelia, attorno il 1970.

Il prezioso e penso poco conosciuto volume, ora ingiallito e roso dal tempo, conservato nella mia modesta biblioteca, sta inesorabilmente deteriorandosi.

Per questo motivo ho ritenuto utile salvarlo e di seguito metterlo a disposizione di tutti.

       Il mio lavoro, pur lungo e meticoloso è stato faticoso e non è esente da probabili errori. Sarei grato ai lettori che vi incappassero, d’esserne informato.

                                                               Giuseppe Laino

Ferno 03 gennaio 2013

   

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